Complot S.Y.S.tem

Processo di ricerca a cui dal 2000 lavora un gruppo indipendente di artisti, che nella pluralità dei linguaggi rivolge una particolare attenzione alla relazione tra arte e architettura. Dal 2001 definisce un progetto per una città utopica, allegoria dei sensi, costruita con libri, CD, VHS ecc. che evoca la presenza sensuale e sensibile del corpo, tra immaginario e realtà.


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Lezioni di pittura

Lezioni di pittura a Tora Bora
in collaborazione con Iker Filomarino e Tino Broëmme

(Prima parte)

E ora prendetevi lo spazio, dove.. é indifferente, Il quadro incide lo spazio per lungo e per largo. Questo è un dato di fatto, l’unico. La pittura ci libera dalla committenza. In questo avrete un vantaggio, potete scegliere il vostro campo di battaglia quando riteniate opportuno. Organizzare la miglior strategia. Questa è imprescindibile, non è speculazione, è una organizzazione di principi, a prescindere dalla destinazione, questa altra appartiene ad un ordine più avanzato di cose. Un rettangolo bianco è uno spazio idealmente infinito, può essere piccolo come una cattedrale o immenso come un sospiro….i ragionieri non possono capire.
Adesso avete il vostro campo d’azione. Un rettangolo vuoto di tela bianca per esempio.…., e l’errore più comune e quello di pensare di stare davanti al vuoto, invece e già piena, e questo non è ottimismo ma, ingenuità e pigrizia. Il vuoto è una tortuosa conquista. Se siete arrivati fin qui avrete portato con voi il vostro equipaggio, avrete raccolto i reperti per strada, ricordi ai quali sarete affezionati, souvenire, siete pesanti come carri armati. Questa è la tela in bianco! colma dai nostri cliché e dall’ illusione del vuoto. Se tutto e già li, allora perché dipingerlo? a quale scopo se non per autocompiacimento? Volete vedere i vostri ritratti appesi nel glorioso mausoleo. potete agire irresponsabilmente e concedervi cosi a questo univoco gioco di potere, speculazione edilizia, delirio di onnipotenza, marionettisti di voi stessi. Niente vi impedisce di farlo, nessun interlocutore. Avrete la possibilità sia di generare sogni che di generare mostri….e un quadro è, abita il suo essere…quindi è sogno, quindi è mostro. Nella pittura tutto e visibile, terribilmente visibile e immobile, come un giudice.

Da dove cominciamo? Da dove si comincia? Il primo dilemma che ci si presenta non è questo.Per primo bisogna infrangere quell’ orizzonte diviso dalla volontà. Negare il non discorso.abbandonare la più sicura posizione del silenzio. Ammettere l’orrore di pronunciare qualunque cosa ci possa sopravivere. E perché compiere un gesto cosi sciocco…..?
Religione o ideologia… quel che ci spinga a stabilire un modello, cioè un quadro, è in partenza un atto di fede, una celata manifestazione della speranza, talvolta criminale. l’esorcismo della paura? Anche i nostri predecessori decisero di dare un volto al desiderio. La fame è un agilissimo bufalo e l’amore, una donna capace di accogliere nel suo seno l’universo, la saggezza è un indice che punta in alto, dio è un quadrato nero. La pittura precede la storia dell’arte. I bambini disegnano con la stessa consapevolezza. Noi adulti dobbiamo affrontare delle responsabilità. Accettare le limitazioni che ci compongono, questa è la nostra forma, la muta architettura del nostro corpo, dobbiamo poter disegnarlo nel buio, sarà la nostra unica certezza. Altre vengono rappresentate del nostro contesto storico, sociale, culturale…..quel altra architettura, diverse stanze nello stesso bunker, saranno le nostre cornici. La storia dell’ arte cosi come la conoscenza delle tecniche della pittura sono imprescindibili quanto insignificanti. Per non parlare della propria incapacità e inadeguatezza che do per scontate…
Oltrepassare queste limitazioni sarà il primo vero salto. Anche questo implica una atto della volontà, senza di questo è meglio lasciar perdere, dopo ce il vuoto, il meritato vuoto….quell’ altro orrore, dove le nostre convinzioni svaniscono e il corpo si straccia come i tendini di un piccione. Bisogna farsi l’abitudine,
Dobbiamo danzare nel buio,
Dobbiamo danzare col buio,
Dobbiamo danzare il buio…………
……… cosi come abbiamo imparato a correre in queste grotte, mentre le mani cieche grattano il muro………..lasciate la tela in bianco, senza intromettervi, avrete cosi concepito un gesto del tutto lecito, ma non un quadro. Se invece decidete di andare avanti potrete anche solo dipingere di bianco la superficie, qualunque siano le motivazioni, questo sarà un quadro, e si dovrà riscontrare contemporaneamente nel passato, nel presente e nel futuro. Il fiume del arte è ghiacciato, sempre.

(Seconda parte)

…Il vuoto.
Adesso rivedrete per la prima volta.
Per la prima volta un albero, per la prima volta una sedia.
Adesso rivedete per la prima volta il paesaggio, la sua ombra, Manet, una mela, un vaso, Las meninas, Pontormo, Rosso, le cascate, le città, gli infiniti gialli del giallo, verde, viola, le immagini per i morti, i morti, lo specchio che per la prima volta vi riflette per la prima volta, lo specchio.
Tutto diviene luminoso, tutto diventa luce. Non vi confondiate, non sono archetipi che incidono le retine, ma siete voi divenuti l’archetipo di chi eravate. Ormai la visione non è più nostalgica. Ed il modo in cui vi rapportiate con questa diverrà pittura. Quel che ce tra voi e la realtà, quello che prima era uno scudo ora è accoglienza. Siete adulti pronti